Tutto è iniziato da qui
Prima di ADHD Facile non c’era un portale ordinato. C’era una storia piena di movimento, sport, curiosità, intuizioni, errori e ripartenze, insieme alla dislessia e al daltonismo. La diagnosi tardiva non cancella quegli anni: permette di rileggerli con una lente nuova.
Il primo libro è nato per dare una forma narrativa a quella ricerca. Non è un manuale clinico e non è una diagnosi raccontata: è la traccia di un viaggio fatto di domande, consapevolezza e tentativi di capire come trasformare le proprie caratteristiche in direzione.

Il punto di svolta
La valutazione del dottor Marco Andrea Demartini, psichiatra, ha rappresentato un momento di riconoscimento: una parola clinica poteva dare contesto a un funzionamento che per anni era stato scambiato per incoerenza, eccesso o mancanza di impegno.
Riconoscersi non significa diagnosticarsi. La diagnosi appartiene al percorso sanitario; per me, però, quel passaggio ha reso possibile distinguere la storia personale dalle interpretazioni accumulate e cercare strategie più adatte.
Una preview del primo libro
La prima edizione racconta il viaggio di un uomo neurodivergente che prova a rileggere ADHD, dislessia, daltonismo, talento, fatica e relazioni. Parla dell’importanza di una rete di supporto e del valore di affidarsi ai professionisti qualificati, senza ridurre la persona a una sola etichetta.
Per questo non deve sparire: è il documento dell’inizio, la parte autobiografica che permette di capire perché oggi esistano un portale, un metodo e una biblioteca di libri. La seconda edizione, invece, è il libro madre attuale per comprendere l’ADHD e orientare il resto del percorso.
Dalla prima edizione al portale
Il filo non si interrompe: dalla storia vissuta si passa alla comprensione, dalla comprensione alle strategie, dalle strategie a temi che possono intrecciarsi — attenzione, organizzazione, emozioni, sport e alta sensibilità.
ADHD, alta sensibilità e neurodivergenza
Nella mia esperienza il modo intenso di percepire stimoli ed emozioni può dialogare con il funzionamento ADHD, ma non coincide con esso. Non tutte le persone ADHD sono altamente sensibili e l’alta sensibilità non è una diagnosi di ADHD. Per questo il portale tiene insieme i temi senza confonderli.
La pagina dedicata all’ipersensibilità raccoglie questa distinzione e la collega al libro Altamente sensibile – Il peso invisibile delle emozioni.